In questo tempo superficialmente populista decisionista ogni giorno si cerca di semplificare la vita del cittadino danneggiando l’elite (l’elite in questo caso sono gli autoferrotranvieri, storico impiego da elite).
Parole d’ordine: Scioperi Selvaggi, Blocco delle Autostrade (per essere pignoli blocco della metà delle autostrade, l’altra metà sono blocate senza bisogno di aiuti esterni).
Chi si può opporre e dire che è giusto non garantire nemmeno un minimo dei servizi al cittadino?
Con questi pretesti è semplice avere il consenso del cittadino mediamente ottuso, disinformato e superficiale, di certo nessun telegiornale precisa i motivi degli scioperi, che come ben fatto intendere dal ministro di turno in una delle 100 interviste proposte in cui dice sempre la stessa cosa sono:
- Selvaggi, non gli scioperi ma i lavoratori
- Senza motivo, solo per non lavorare e creare disagio (ai comunisti non piace lavorare e sono dispettosi)
- Solo perchè c’è berlusconi quando c’era prodi non scioperava nessuno (tanto la gente ci crede senza pensarci e senza andare a controllare)
Ci fosse un tiggì che tra le 100 interviste tutte uguali a un ministro faccia parlare anche un autoferrotranviere o chi per lui, magari direbbe che gli scioperi sono dovuti ad anni di lavoro senza contratto?
In confronto ai contratti i trasporti spaccano il secondo, almeno non arrivano in ritardo di anni e anni… anni in cui, essendo senza contratto, ogni giorno lavorato è un giorno in più, ogni giorno è un giorno in cui bisognerebbe ringraziare chi lavora per noi senza contratto, meglio non dirlo sennò..
Chi si può opporre e dire che è giusto che lavorino per anni senza contratto?
Viviamo in mondo dove se non alzi voce nessuno si preoccupa, forse se le ragioni dei lavoratori passassero per i mezzi di informazione gli scioperi selvaggi non esisterebbero, ma l’unica soluzione che questa società riesce a trovare è impedire gli scioperi, così ci potranno dire che anche gli autoferrotranvieri sono contenti e per loro non c’è nessuna crisi, e noi ci vorremmo credere, perchè guardare in faccia la realtà ci mette paura.
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